a debita distanza

Dettagli dell'evento:

A debita distanza

Martedì 22 giugno 2021 alle 21.15 al Teatro Romano di Fiesole, A debita distanza.

versione oratoriale
da Decamerone di G. Boccaccio e I racconti di Canterbury di G. Chaucer
libero adattamento di Ugo Chiti
regia: collettivo Arca Azzurra
con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci

Ci sono occasioni nelle quali un titolo viene fuori prima dell’opera a cui si riferisce, e non perché sia geniale, figlio riconoscibile dei tempi, richiamo sicuro per l’ascoltatore spettatore, ma così perché evoca immagini, altre parole, scambi, sottintesi, richiama luoghi, geografie fantastiche, situazioni, intrighi, idee e sciocchezze. Confessare che questo è il caso per il lavoro che andiamo a proporre ne sminuisce il valore, lo banalizza, lo rimpicciolisce, ne mina la consistenza, l’autenticità? Noi crediamo decisamente di no perché a debita distanza è l’idea che ha immediatamente fatto scaturire un paesaggio narrativo, un’epoca di riferimento, un distanziamento tutt’altro che sociale, fisico semmai fra l’attore e lo spettatore, tra il narratore e l’ascoltatore, che è appunto fisicamente misurabile, ma che umanamente, appassionatamente, gioiosamente, tragicamente deve essere nullo, anzi deve trasformarsi in una sorta di lotta o d’amplesso,
qualcosa di quasi carnale, di fortissimamente fisico! Prendere un pugno di novelle la cui distanza dal nostro XXI secolo è abissale, diciamo del ‘300, epoca di grandi, immensi progetti narrativi e costruire uno spettacolo di schermaglie amorose, di racconti di burle, di intrighi e di beffe, dove la distanza debita è data dal rispetto verso l’originale, ma anche dalla volontà d’essere il più vicino possibile al pubblico e parlargli così vicino al cuore, allo spirito, da fargli immaginare che queste storie nascano da lui stesso, a Kilometro zero, che sia la sua memoria quasi a farle scaturire.
Parole, situazioni così vicine da riconoscerle come proprie, nostre, vostre, di chiunque, grazie all’adattamento operato sugli originali da Ugo Chiti e dalla sua stra-collaudata capacità di giocare con il linguaggio dei grandi maestri del passato per farne spettacoli la cui comunicativa immediata è la cifra principale dell’ormai quasi quarantennale lavoro con l’Arca Azzurra.

Appuntamento della 74° Estate Fiesolana