il teatro delle donne - avamposti festival 2026

Dettagli dell'evento:

Dal 5 Settembre 2026

al 5 Dicembre 2026

Avamposti Teatro Festival a Firenze, Sesto Fiorentino e Scandicci

Dal 5 settembre al 5 dicembre 2026 a Firenze, Sesto Fiorentino e Scandicci, Il Teatro delle Donne presenta Avamposti Teatro Festival - Extended Edition.

Sabato 5 settembre 2026 – ore 21
Cortile di Michelozzo – Palazzo Medici Riccardi – via Ginori, 2 – Firenze
VOLTATI, PARLAMI
Di Alberto Moravia
Con LUCIA LAVIA
Pubblicato per la prima volta nel 1984, “Voltati Parlami” di Alberto Moravia si ispira al dramma in un atto di Eugene O’Neill intitolato “Prima di colazione”. Moravia ne ricava però il soggetto da un suo precedente racconto intitolato “La vergine e la droga”.
L’autore, durante un’intervista, definì il suo monologo come “un soliloquio di una snervante pariolina con accanto il compagno, un poetucolo italo-americano di Los Angeles”.
Ma in realtà ciò che Moravia racconta, con la sua scrittura asciutta e tagliente, è ben più profondo. “Voltati parlami” è un “A solo” che ti spezza il cuore. Una storia di solitudine.
Uno squarcio inclemente e feroce su due esseri umani che si presentano allo spettatore l’uno muto e inerte, l’altra logorroica e propulsiva. Entrambi alla deriva, entrambi accomunati dalla medesima straziante e sofferta incapacità di aprirsi all’altro, al mondo circostante e alla vita. Condannati “ad una chiusura spasmodica, un rifiuto precostituito, un gelo irrimediabile” come dirà la nostra Alice in questa pièce, unica detentrice delle parole di Moravia. Questo pezzo breve racconta l’impossibilità costante di essere accolti dall’altro proprio per l’incapacità di accogliere l’altro, pur bramando più di qualsiasi cosa – disperatamente, incondizionatamente – un “briciolo” di amore. “…un po’ d’amore. Una volta ogni trenta giorni”.

Domenica 6 settembre 2026 – ore 21
Cortile di Villa Vogel – via delle Torri, 23 – Firenze
ANDROMACA – IL CANDORE DEL CIGNO
Di Gianni Guardigli
Regia Valeria Almerighi
Con DANIELA GIOVANETTI
ANTEPRIMA
Nell’ambito dell’Estate Fiorentina 2026 promossa dal Comune di Firenze
La nostra Andromaca ci immette in una storia di guerra, màrtiri e sopravvissuti; il suo grido è quello dell’amore e della pietas, una voce senza tempo. Qualcosa si muove in questo mondo? È ancora possibile immaginare “un canto che sciolga le tenebre”? Grazie alle musiche dal vivo di Damiano Giuranna, i versi liberi di Gianni Guardigli volano in alto dove Andromaca vuole portarci, lontano dal dolore e dalla rassegnazione. “Colei che combatte gli uomini o Colei che combatte come un uomo?” Andromaca combatte, a partire da un racconto antico che riaccende le nostre memorie più profonde, con tutta la potenza di una donna che resiste e che cerca ancora un futuro, oltre le macerie.
Dal fiume al mare la nostra Ilio chiede salvezza, oggi come allora.

Lunedì 7 settembre 2026 – ore 21
Cortile di Villa Vogel – via delle Torri, 23 – Firenze
VITA MERAVIGLIOSA
Omaggio a PATRIZIA CAVALLI
Musica dal vivo di DIANA TEJERA
Con IAIA FORTE
PRIMA REGIONALE
Nell’ambito dell’Estate Fiorentina 2026 promossa dal Comune di Firenze
“Vita meravigliosa è un ritratto in versi e in musica di Patrizia Cavalli, tra i poeti italiani contemporanei più letti ed amati. Per essere davvero assaporate, queste poesie vanno viste a teatro: recitate da Iaia Forte, con le musiche e le canzoni di Diana Tejera, le più sicure e affidabili interpreti di questa poesia. È possibile, così, entrare quasi per la prima volta tra questi versi capricciosi e sapienti, al cui centro regna incontrastato amore e la sua sintomatologia”. [Emanuele Dattilo]
“Ho conosciuto Patrizia Cavalli molti anni fa, grazie a Carlo Cecchi, durante le prove del Sogno di una notte d’estate di Shakespeare, da lei tradotto. Conoscevo e amavo le sue poesie e questo mi portava ad avere una certa timidezza nei suoi confronti, ma diventammo subito amiche, grazie a immediate confidenze amorose, al reciproco interesse per il buon cibo, il tempo perso e il vino. Mi dava consigli preziosi e mai convenzionali su Titania ed ero così sedotta dal suo spirito e dalla sua intelligenza che iniziai a chiederle consigli su tutto, dai problemi pratici a quelli più sottili. Il tempo trascorso insieme era sempre prezioso, divertente, speciale.
Da quando non c’è più, rileggo quasi ogni giorno le sue poesie: mi sembra che me la facciano riapparire, mi fanno sentire ancora in sua compagnia. Ecco perché con Diana abbiamo pensato a uno spettacolo su di lei. Perché attraverso il teatro e la sua poesia ci sembra di richiamarla a noi, di ritrovarla, di ricreare quel tempo senza tempo che la sua presenza ci ha regalato”. [Iaia Forte]

INAUGURAZIONE STAGIONE
Venerdì 11 e sabato 12 settembre ore 21 – domenica 13 settembre ore 18
Teatro Goldoni – via Santa Maria, 15 – Firenze
PAROLE AL VENTO
Di Silvia Nanni
Regia Claudio Benvenuti
Musiche Lisa Santinelli
Con ANTONIO FAZZINI, ROBERTO GIOFFRÉ, VANIA ROTONDI
Testo vincitore del PRIMO premio alla VIII edizione del Premio Internazionale Letterario ed Artistico Giglio Blu di Firenze (2026)
PRIMA NAZIONALE
Nell’ambito dell’Estate Fiorentina 2026 promossa dal Comune di Firenze
Tre coppie impegnate nella conversazione più importante della loro vita.
Ci sono Aldo e Rosa, il macellaio e la vegetariana, che con nostalgia fanno emergere il rimpianto di chi si è sfiorato tutta la vita, senza avere avuto mai il coraggio di scegliersi davvero. Gabri e Piccardo, infermiera e caposala, con 30 anni alle spalle vissuti gomito a gomito in reparto: turni massacranti, notti infinite, caffè freddi alle tre del mattino, morti viste troppo da vicino. Hanno condiviso tutto, tranne la gentilezza.
Infine Dimitri e Ivan, due soldati cresciuti nello stesso freddo, nella stessa terra, ma con idee opposte su cosa significhi essere uomini, essere giusti, essere vivi.
Tre coppie che il destino ha allontanato, riavvicinate adesso dal filo del telefono.
Un telefono singolare, isolato dal mondo, posto all’interno di una cabina telefonica in cima a una collina, che non si trova in nessuna mappa. Una cabina che diventa confessionale, rifugio, tribunale, ultimo treno possibile. Attorno, solo vento. Un vento che attraversa le conversazioni, si infila nei silenzi, porta via le bugie e lascia scoperta la verità.
“Parole al vento” è un testo amaro e ironico sull’incapacità di comunicare davvero. Racconta un mondo in cui si parla continuamente, senza dirsi niente. Dove le giornate si riempiono di cose pratiche, notifiche, liste della spesa, turni di lavoro, bollette, piccoli automatismi che diventano una barriera emotiva.
E quando i personaggi finalmente trovano il coraggio di aprirsi, scoprono che le parole non dette non spariscono: restano dentro, sedimentano, cambiano il corso di una vita intera. E spesso, quando escono, è ormai troppo tardi.
A dare vita ai personaggi, tre interpreti – due attori e un’attrice – e una cantante e musicista che eseguirà musica dal vivo.

Venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 settembre ore 21
Teatro Goldoni – via Santa Maria, 15 – Firenze
EURIDICE NON SI VOLTA
Adattamento, interpretazione e regia ANGELA ANTONINI
PRIMA NAZIONALE
Nell’ambito dell’Estate Fiorentina 2026 promossa dal Comune di Firenze
È una drammaturgia in forma di scrittura scenica composta da tre atti unici: Euridice non si volta, Circe cucina solo maiale e Me, Medusa & Co.
L’attrice rende omaggio alla poesia di Carol Ann Duffy riattraversando alcune figure del mito con ironia e disobbedienza, perché ogni storia cambia a seconda di chi la racconta. Così il mito scende dal piedistallo, torna nei corpi, nelle contraddizioni e nell’esperienza quotidiana, ritrovando tutta la sua forza di interrogare il presente, non essendo più simbolo immobile nel tempo ma creatura contraddittoria, viva, capace di ridere, arrabbiarsi e prendere parola. Da questa intuizione nasce un viaggio in cui Euridice, Circe, Medusa & Co. attraversano il corpo dell’attrice, si intrecciano ai suoi ricordi, alle sue domande e alla sua storia personale. La scena diventa così un luogo di ospitalità: non si tratta di interpretare queste figure, ma di fare loro spazio, di lasciarsi attraversare dalle loro voci, farsi medium. Tra autobiografia e mito, memoria privata e immaginario collettivo, il confine si fa sempre più sottile. Le antiche eroine tornano a camminare tra noi, ancora alle prese con relazioni complicate, aspettative impossibili e uomini spesso ingombranti, logorroici e convinti di avere sempre l’ultima parola. Un esercizio di riscrittura dello sguardo che mette in discussione la versione ufficiale dei fatti, rimettendo al centro le voci che la tradizione ha lasciato ai margini.

Venerdì 2, sabato 3 e domenica 4 ottobre – ore 20,30
Teatro della Limonaia – Sesto Fiorentino – Firenze
LE MANI
Di Llatzer Garcia
Regia Angelo Castaldo
Con CHIARA CAPPELLI e FEDERICO SERAFINI
PRIMA ASSOLUTA
Testo breve e intenso, molto centrato sui gesti e sul linguaggio del corpo. Paula e Isaac vivono isolati in una casa immersa tra boschi e montagne. Lei sta per girare il suo primo film, di cui lui sarà l’attore protagonista. La trama è ispirata ad un momento misterioso della loro storia d’amore. Ma già dai primi giorni di prove, prima dell’inizio delle riprese, ciò che Paula aveva segretamente sospettato si rivela chiaro: Isaac non può mettere in scena sé stesso. Con una produzione che coniuga emozioni intense e situazioni estreme l’opera solleva un’intensa riflessione sulla difficoltà di rappresentare scenicamente il proprio vissuto senza tradirlo. Un dramma realistico che promette di affascinare il pubblico con una trama che si snoda tra un amore profondo e una passione artistica portata all’estremo.
Il tema principale è: il corpo come linguaggio. Le mani parlano più delle parole: attraverso i gesti passano emozioni, desideri, cura e violenza trattenuta. Il romanzo riflette su ciò che non si riesce a dire a voce.

Sabato 17, domenica 18 e lunedì 19 ottobre 2026 – ore 20,30
Teatro Goldoni – via Santa Maria, 15 – Firenze
UNA STANZA TUTTA PER SÉ
Da Virginia Woolf
Progetto e regia di Elena Arvigo
Con ELENA ARVIGO
PRIMA NAZIONALE
È un saggio fondamentale che esplora la condizione femminile nella letteratura, sostenendo che per scrivere liberamente, una donna ha bisogno di indipendenza economica e di uno spazio privato (“una stanza tutta per sé”), risorse storicamente negate a causa del patriarcato. Analizza come le donne, escluse da opportunità sociali e finanziarie, non potessero esprimere appieno il loro genio creativo, immaginando persino una talentuosa sorella di Shakespeare, Judith, destinata a fallire artisticamente in quelle condizioni. Woolf esorta le donne a lottare per questa autonomia, necessaria per liberare la propria voce e creatività, criticando l’associazione di genere letterario (romance) alla scrittura femminile e rivendicando la pari dignità artistica.
Il saggio è un manifesto che invita le donne a rivendicare il proprio spazio, sia fisico che mentale, per superare le restrizioni sociali e realizzare la propria vocazione artistica. Esortazione più che mai attuale.

Sabato 14 e domenica 15 novembre 2026 – ore 20,30
Teatro Goldoni – via Santa Maria, 15 – Firenze
LITTLE BOY
Corrispondenza tra il filosofo Günther Anders e Claude Eatherly, il pilota di Hiroshima
Adattamento e regia Marco Di Costanzo
Con DOMENICO CUCINOTTA, STEFANO PARIGI, MONICA SANTORO
In occasione del ventesimo anniversario della compagnia
“Little boy” è il nome in codice della bomba di Hiroshima, che causò in pochi attimi 70.000 vittime, 200.000 in seguito alle radiazioni. Per la prima volta nella storia, il genere umano si confronta con la possibilità dell’autodistruzione. Lo spettacolo è una versione per la scena del carteggio avvenuto tra il filosofo Günther Anders e Claude Eatherly, il pilota americano che ha dato il via libera al rilascio della bomba, internato in un ospedale psichiatrico a seguito delle difficoltà di reinserimento nella società civile. In Little Boy gli attori tessono un’azione ambigua, vivace e surreale. Quattro personaggi si muovono in uno spazio spalancato sull’abisso di un’Apocalisse imminente; si confrontano sulla via da seguire per la salvezza dell’umanità: ciò che l’essere umano fa e desidera come individuo è in opposizione con ciò che egli fa e desidera come membro della specie? La dedizione a una causa è materia da santi o da folli?

Venerdì 20 novembre 2026 – ore 20,30
Teatro Goldoni – via Santa Maria, 15 – Firenze
GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
DRAGO. Opera finale
Progetto e drammaturgia Elena Miranda
Regia Gabriele Giaffreda
Con GABRIELE GIAFFREDA
RIPRESA
Il testo nasce dalla voglia di portare in scena un uomo maltrattante, non un semplice monologo di denuncia né un classico personaggio come se ne vedono tanti. Il protagonista deve essere “qualcuno”, occorre affondare nel marcio di una psiche malata.
“Drago” è lo pseudonimo di un artista acclamatissimo dalla critica, ma anche un uomo stanco di fuggire dalla sua storia. Drago dipinge opere di potenza evocativa grandiosa con una caratteristica ben specifica: la monocromia. Che sia declinato in vermiglio, scarlatto, porpora, amaranto, carminio, il rosso è l’unico grande protagonista dei suoi lavori. Un colore che appartiene agli antichi, alla devozione, alla passione, alla fertilità, alla rabbia, a una ferita, a un cuore che sanguina. Perché Drago ama senza riserve. E la vita non fa che ripagarlo con amarezza. Drago nasconde un segreto, una storia da raccontare per l’ultima volta prima di abbandonare il suo personaggio all’oblio. Una storia di amore, di bisogno, di violenza.

Martedì 24 e mercoledì 25 novembre 2026 – ore 20,30
Teatro Goldoni – via Santa Maria, 15 – Firenze
GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
IL LABIRINTO DELLE EMOZIONI
Drammaturgia e regia di Filippo Renda
LAURA CALAMASSI e SIMONE MAIORANO
Progetto per le scuole sul tema dell’educazione sentimentale
RIALLESTIMENTO
Il Teatro è tenuto oggi più di ieri a lavorare con gli adolescenti, per offrire un contraltare alla cultura sistemica e anche per evitare la propria stessa estinzione, finendo per diventare unicamente “la bellezza del Capitale”. Da queste premesse nasce lo spettacolo che ripercorre tutti gli elementi costitutivi e simbolici di un fatto di cronaca, lo “stupro di Palermo”, ma senza raccontare direttamente i fatti. È come se la storia accadesse a pochi metri da quella originale, a dei ragazzi della stessa età di quelli del caso di cronaca: i segni sono gli stessi, ma il crimine non avviene, non si realizza. Eppure la violenza è identica, ma invece che venire esplicitata rimane sommersa, nascosta passivamente nelle parole e nei gesti dei protagonisti.

Sabato 5 dicembre 2026 – ore 20,30
Teatro Goldoni – via Santa Maria, 15 – Firenze
LEO – L’UNICA ARTE È UN PUGNO
Scritto da Alberto Boubakar Malanchino
e Girolamo Lucania
Regia Girolamo Lucania
Con ALBERTO BOUBAKAR MALANCHINO
ANTEPRIMA
Il lavoro di drammaturgia è frutto di residenze artistiche e di un lavoro di ricerca partecipata all’interno delle palestre popolari di pugilato.
Un’indagine sul campo e sul territorio, che prevede incontri con atleti/e, esperti/e e attivisti/e della storia di afrodiscendenza in Italia, nuovi giovani italiani, protagoniste e protagonisti anche di quartieri fragili e multietnici. La vita di Jacovacci è il dispositivo narrativo che attraversa il racconto di una nuova generazione di Italiani, 100 anni dopo la vittoria sul ring del pugile italo-congolese. Un racconto che sarà il frutto di un’indagine reale nelle palestre di pugilato e nelle periferie italiane.
Così, Leo si fa specchio e speranza del presente. Il presente di una generazione di ragazze e ragazzi, simbolo del futuro del nostro paese. Il colore della pelle non è più il colore del diverso, ma la fotografia di un insieme complesso di vite, di storie, di successi, la pelle è il territorio della fatica, lo sport e il pugilato il simbolo poetico della lotta per uno scopo, perché “l’energia delle nuove generazioni non va sprecata”. Questo sarà il racconto di una generazione che vuole riprendersi la Storia, che vuole lottare contro chi si rifiuta di accettare il futuro e contro il ritorno preoccupante dei fascismi.

  • Dal 5 Settembre 2026
  • al5 Dicembre 2026
  • Info: 055 2776393 - teatro.donne@libero.it
  • Luogo: Varie Sedi , Firenze, Scandicci, Sesto Fiorentino