cacao tra cielo e terra - fondazione tra scienza e tecnica - firenze

Dettagli dell'evento:

Dal 26 novembre 2019

al 13 aprile 2020

CACAO tra Cielo e Terra

Dal 26 novembre 2019 al 13 aprile 2020 nel Museo della Fondazione Scienza e Tecnica di Firenze mostra: CACAO tra Cielo e Terra.

In ottemperanza alle vigenti normative emanate dal Governo per l'emergenza Covid-19 l'evento è stato rinviato e/o cancellato.

Il percorso espositivo è un viaggio nella storia che affonda le sue radici nell’America precolombiana e continua nel Vecchio Continente dove il cacao, superata la diffidenza iniziale, si affermò come bevanda, farmaco, alimento del gusto e del piacere. Successivamente demonizzato, è stato recentemente riabilitato dalla ricerca biomedica.

La mostra prosegue in una sorta di percorso di approfondimento sul cacao e sul cioccolato iniziato dall’Accademia dei Georgofili nel 2018. Ai pannelli didascalici offerti dall’Accademia, vengono ad aggiungersi reperti, strumenti e volumi del Museo della Fondazione Scienza e Tecnica, oggetti di collezionisti privati e un programma di eventi inediti.

Caffè, tè, cioccolata: queste le nuove bevande, che vennero introdotte, a partire dal XVII secolo, in Europa: inizialmente destinate a un pubblico elitario e fatalmente proposte come moda esclusiva, si trasformarono poi in costumi popolari.
Queste nuove sostanze, infatti, si sostituirono agli alcolici della tradizione non solo per il loro valore alimentare, quanto per il loro effetto euforizzante e socializzante. L’uso del cioccolato, si affermò, in particolare, nei paesi dell’Europa meridionale: inizialmente nera, molto calda e piccante, circondata da un’aura di peccato, in quanto si diceva che il poligamo Montezuma ne bevesse numerose tazze prima dei suoi incontri amorosi, la cioccolata venne presto domata dall’introduzione di latte e zucchero che, in qualche modo, sembravano allontanare i riverberi delle fiamme dell’Inferno, a cui i suoi consumatori parevano destinati…

Tra la perfezione spagnola e la squisita gentilezza della corte medicea, l’assioma Liquidum non frangit jeiunum del cardinale Brancaccio sancì la sua liceità nei confronti dell’impegno liturgico, attraverso un pretestuoso appiglio alla sua natura liquida, compatibile con la normativa religiosa. In un’Europa tormentata dalla fame, il desiderio di nuove droghe, forti ed efficaci, si diffuse rapidamente, producendo effetti estremamente positivi per le compagnie mercantili, che gestivano questi traffici.

Ma la movimentata storia di questa bevanda non è solo storia del costume, quanto storia della medicina, dato che, per poter consentire la sua introduzione ufficiale negli usi quotidiani del ceto medio-alto, fu necessario il viatico dell’autorità riconosciuta, della classe medica, e proprio sul piano della medicina si confrontarono e si scontrarono diverse mentalità e diverse ideologie.

Se l’Europa cristiana non poteva ammettere la cultura di evasione e la ricerca dell’euforia che la cioccolata produceva, si fece appello alle ragioni della salute, creando un “alibi intellettuale…per aprire la porta al desiderio”, nel quadro di una Medicina, che, in mancanza di sussidi terapeutici efficaci, dava grande importanza a alimenti e bevande.

Fu, quindi, la Medicina a consentire l’accettazione della cioccolata, ma, dato il suo costo elevato, rimase a lungo preclusa a larghe fasce della popolazione, che, spesso, furono costrette ad accontentarsi di succedanei più plebei, che ne ricordavano, se non le proprietà e il sapore, almeno il colore e la consistenza…

Nel corso del 1800, la Cucina si emancipa dalla Medicina, dall’Igiene e dalla Dietetica, scompigliando i destini delle scelte del gusto e le ragioni della terapia. La cioccolata viene accusata nuovamente di produrre effetti negativi sulla salute e fu relegata al ruolo di eccipiente.

La medicina di oggi, però, ha riabilitato la cioccolata, che torna ad essere “cibo degli dèi”, alimento della salute e del piacere.

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