l'immagine e il suo doppio - eduardo secci contemporary

Dettagli dell'evento:

Ultimo giorno dell'evento il:
30 giugno 2018

L’immagine e il suo doppio

Dal 19 maggio al 30 giugno 2018 all'Eduardo Secci Contemporary di Firenze mostra: L'immagine e il suo doppio.

Con opere di Sara Barker, Andrea Galvani, Sanam Khatibi, David Noonan, Margo Wolowiec.

La questione del doppio ha da sempre suscitato grande interesse in campo filosofico in generale e più specificatamente in quello degli studi estetici. La ricerca di un qualcosa che si cela dietro l’immagine è stata smantellata ancor prima dell’avvento della fenomenologia con la quale si è introdotto un nuovo senso del doppio o meglio ancora un nuovo sentire. Questa modalità del sentire non era affatto un sentire nuovo bensì il sentire primordiale, forse il più antico, il più vergine, il più ingenuo e il più armonico, ovvero quello della Grecia antica. Ci sono due modi di intendere il doppio nella sua accezione più strettamente dialettica: uno, quello suggerito da Jean-Pierre Vernant nel suo libro “L’immagine e il suo doppio”, intriso di sacralità in cui l’éidõlon (in italiano “idolo” col valore anche di “simulacro”, “figura”) rede presente qualcosa che è assente o irraggiungibile, in cui lo svelamento dell’immagine è continuamente un dono; nell’altro, invece, il doppio è ciò che più propriamente fa di un’immagine l’immagine o ciò che fa del teatro il teatro, per dirla con Antonin Artaud. Forse il senso più proprio del doppio è nel cerchio che ruota e mescola questi due significati, in cui la loro dialettica diventa una cosa sola, in cui il doppio diventa la manifestazione stessa dell’immagine che quando riesce a colmare in termini percettivi il vuoto che la circonda raggiunge il suo doppio, trova se stessa elevata alla potenza, se stessa ribadita. Questo cerchio sembra attraversare tutte le opere presenti in mostra, le quali, ognuna portatrice di una lotta interna tra binomi di diversa natura, cercano ardentemente di presentare all’occhio le complesse stratificazioni da cui sono generate.
Fortemente legate al mondo della letteratura, del linguaggio, delle xilografie medievali, delle illustrazioni e di un certo tipo di pittura e sfocando le linee di confine tra pittura, disegno e scultura, le opere di Sara Barker si collocano in uno stadio specifico di percezione dell’immagine pensata nella sua variegata dimensionalità. Nel suo lavoro, in bilico tra luce e oscurità, riflessione e fluidità, c’è una particolare attenzione alla linea, alla trama e al colore. Connotato da immagini frammentarie ed elaborate stratificazioni, il lavoro della Barker appare come codificato e crittografato senza una narrativa definita o una lettura diretta; lo spazio, soggetto alla trasformazione e all’inevitabile processo di rigenerazione, è presente e assente al tempo stesso poiché rivela continuamente prospettive e dimensioni nascoste.
Connotata da una granitica e riconoscibile identità creativa, mediante un approccio interdisciplinare e profondamente aperto e ricettivo che si basa spesso sulla metodologia scientifica e razionale, la pratica artistica di Andrea Galvani, con il suo tentativo di varcare un limite imposto dalla necessità di voler cancellare per poter ricostruire, ci offre una lettura dell’immagine aprendo degli spiragli in un paesaggio spesso occultato in cui i soggetti risultano trasfigurati e in cui i limiti della percezione sensoriale trovano la loro estensione, tra visibilità e invisibilità, fragilità e vigore. Galvani sviluppa un epicentro concettuale che produce mondi di una natura fatta di linguaggi dai quali è essa stessa generata.
Le opere di Sanam Khatibi, tra dipinti, ricami, arazzi e sculture, riguardano l’animalità e i nostri impulsi primari. Il nucleo della sua pratica interroga la nostra relazione con le strutture di potere, in particolare la dualità del trionfo e del fallimento. I temi ricorrenti che spesso compaiono nel suo lavoro mettono in discussione la nostra relazione con l’eccesso, la perdita di controllo, la bestialità, la dinamica maschile-femminile, il dominio e la sottomissione. Khatibi è anche interessata alla linea sottile che esiste tra paura e desiderio e alla loro stretta correlazione. I suoi soggetti vivono dei loro impulsi in paesaggi esotici e affascinanti e l loro ambiguità è sottolineata dal viscerale intreccio con i temi del potere, della violenza e della sensualità.

  • Ultimo giorno dell'evento il 30 giugno 2018.
  • Quando:

    Lunedì - Sabato 10:00 - 13:30
    14:30 - 19:00

  • Info: gallery@eduardosecci.com - 055 661356
  • Luogo: , Piazza Goldoni 2, Firenze
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